mercoledì 30 dicembre 2020

Non sono stata ovunque, ma è sulla mia lista - Susan Sontag

 
Un pizzico di nostalgia mi coglie ripensando a come è iniziata questa mia avventura. Mi capita spesso di pensarci, di raccontarlo nel corso delle interviste, ma oggi, osservando e rileggendo alcuni miei vecchi scritti, mi sono accorta di quanto io sia cresciuta. Ma iniziamo dal principio: vi porto indietro nel tempo. Anno 2012.Ricordo con tenerezza le prime parole che scrissi su quel foglio word in una noiosa estate di otto anni fa: Finalmente l’estate era arrivata. Così cominciai, con quelle righe impazzite che volevano essere, allora, solo un passatempo in un’estate neanche troppo calda. Leggevo una quantità di libri esorbitante, sono stata sempre una lettrice compulsiva, ma dopo l’ennesima pagina chiusa mi chiedevo se non fosse stata una pazzia provare a scrivere qualcosa. Quando avevo sedici anni lo scrissi un libro, su un’agenda di quelle annuali. Era un dark/horror, il genere che all’epoca mi piaceva da impazzire. Sparì dopo un po' che lo ebbi finito, forse mia mamma lo gettò via ormai stufa di vedere diari zeppi di miei pensieri in giro per casa. Ho avuto sempre la mania di scrivere, io ero una di quelle ragazze con il diario sempre in mano dove appuntava di tutto. Tra i compiti scolastici ci sono sempre state frasi di poesie e/o canzoni ad accompagnarmi e i sogni che facevo allora erano sempre troppo grandi per una che non è mai arrivata al metro e sessanta. Non sono cresciuta in altezza, vero, ma la mia mente voleva arrivare dove gli altri pensavano non ci fosse nulla, o forse non sarebbe mai valsa la pena. Per fortuna, ho sempre dato retta alla mia follia e ho allontanato sistematicamente dalla mia vita chi saccente e gonfio del nulla cosmico mi derideva. Con il tempo ho compreso che quella sorta di sapienza con cui certi individui si riempiono la bocca non è altro che un modo subdolo e manipolatorio per demoralizzarti spegnendo i sogni che nutrono la tua anima. Perché lo fanno? Semplice! Ti invidiano e soprattutto ti temono poiché sanno che ce la potresti fare. 😇 Sono stata sempre tenace, un’irrecuperabile sognatrice, non molto romantica, ma dolce come il miele, impetuosa come un uragano, pronta a sfondare muri per poi trasformarli in porte. Per me l’impossibile non esiste, testarda come un mulo ho sempre difeso i miei sogni portandoli alla luce come figli, con lo stesso dolore, con lo stesso amore.💓
Iniziai a scrivere il mio primo libro “La rosa del mare” più per sconfiggere la noia che per vero sogno da realizzare. Cercavo un diversivo, una sfida che non avevo mai affrontato, senza nutrire chissà quali aspettative. Dopo quella frase iniziale mi arenai rendendomi conto di non avere una storia da raccontare. Allora richiusi il file e misi a fermentare la mia creatività per qualche giorno. Ormai mi ero messa in testa di scrivere e accidenti a me lo avrei fatto! Immaginai una ragazza bionda, riccia, con gli occhioni azzurri come il mare (sì, come me, ma per iniziare dovevo immedesimarmi in qualcosa di familiare) e poi volevo il mare e l’amore viscerale che ho per lui. Trovai quasi subito il nome della protagonista: Vanessa. Semplice, ma importante. Volevo scrivere di lei, dei suoi sogni di ragazza, ma forse la mia anima, in quel preciso momento della mia esistenza, necessitava di esprimere un lato di me molto femminile e sensuale e trovò la massima espressione attraverso questa povera fanciulla. Senza accorgermene, le mie dita scrissero in modo frenetico scene di sesso e nel giro di un mese venne fuori una storia di amore e passione tormentata, ma bellissima. Sì, avete capito bene, impiegai un mese esatto a scriverlo e dopo averlo concluso iniziai anche il secondo (il seguito) che non ho mai pubblicato. Finite le mie due storie smisi di scrivere, riposi il pc nella sua borsa e ricominciai a leggere. L’estate era finita, il lavoro era ricominciato a pieno ritmo e la mia anima si era notevolmente liberata. Avevo trovato un ottimo svago estivo. Passò un anno (qui stiamo nel 2013) e un giorno, parlando con mia sorella, le dissi che avevo scritto due libri erotici. Lei sgranò gli occhi e mi strillò: «E non li pubblichi?»
Scoppiai a ridere rispondendole che quale pazzo li avrebbe pubblicati e che anche lo avessi trovato nessuno li avrebbe letti. Il discorso finì lì, ma una pulce birbantella si insinuò nel mio fervido cervellino. Cominciai a girare nel web e trovai piattaforme che avrebbero preso il mio libro e messo in vendita in formato digitale in tutte le piattaforme presenti. Mi vennero gli occhi a cuoricino, i denti a vampiro e la lingua srotolò fin giù sulla tastiera del portatile (ora state ridendo perché mi avete immaginata in versione The Mask). Ma tutto fu determinante un giorno. Il caldo tornò e proprio in quell'estate lo fece in modo dirompente e forse, questa stagione a me molto cara, mi dona dei super poteri che dormicchiano durante gli altri periodi dell’anno. Andai in spiaggia per prendere la tintarella e rilassarmi. Il mare era una tavola, il cielo aperto e azzurro come non mai, il sole al massimo della sua forza richiedeva continui bagni per rinfrescarsi e ciò che accadde determinò una giornata fantastica che mai più dimenticherò per il resto della vita. Feci un bagno e dopo aver nuotato per dieci minuti mi misi a galleggiare a pancia in su. Le orecchie rimasero immerse nell’acqua, sentivo i rumori esterni lontani, ovattati, ma avvertivo chiaramente il mio respiro. Puntai gli occhi al cielo e il pensiero andò inavvertitamente al libro. Lo vidi lì, proiettato nel cielo, il mio sogno realizzato. Avvertii una scossa percorrere l'intero corpo, una carica energetica che mi fece sentire invincibile. In quell'istante, capii di essere in contatto con l’universo, con me stessa, e proprio come accade nelle favole incredibili consegnai il mio desiderio al cielo facendolo divenire una richiesta. Stavo vivendo il punto X che muta il destino, o ti ci fa andare solo incontro. Una volta fuori dall’acqua sentii dentro me una forza, una determinazione che urlava a gran voce di materializzarsi. Fu la spinta che mi fece riaprire quel file per revisionarlo e mandarlo in pubblicazione. Mi misi al lavoro anche se non sapevo dove mettere le mani: in fondo, non avevo mai pubblicato niente ma come sempre mi dissi che sarebbe stato un successo al di là delle mie inqualificabili competenze. Divisi il testo in dieci capitoli, corressi capitolo per capitolo tagliuzzando e ampliando le scene; finito il tutto mandai il mio manoscritto a Frenico, la piattaforma che si sarebbe occupata della pubblicazione. Fecero loro la prima copertina del libro (quella con la ragazza dalla bocca zuccherata), mentre felice come una bimba alle giostre creai entusiasta la mia prima paginetta su Facebook. 😍 
Il 30 ottobre del 2013 “La Rosa del mare” da svago scaccia noia si impadronì della mia vita e divenne realtà. Che avevo detto? Nessuno avrebbe letto il libro di una perfetta sconosciuta? Calcolando che l'unica promo che avevo fatto fu la pagina su facebook e tenendo in considerazione che non sapevo dell'esistenza di gruppi per promo, contatti blog, cover reveal, blog tour, ecc. mi andò parecchio di c...(dai, non si può dire!)bene: dopo circa venti giorni La Rosa del mare aveva venduto trenta copie ebook. I buoni riscontri ricevuti (in termini di vendita e recensioni) mi spinsero a tentar la sorte. Tanto ormai che stavo in barca mi toccava solo remare, giusto? 😂. Selezionai qualche casa editrice a cui mandare il mio manoscritto. Evitai le big che tanto sapevo non mi avrebbero neanche calcolato di striscio e ne presi un sei/sette a caso, così, giusto per tentare e fare azioni. Mi risposero in tre. Ah però! Per farla breve firmai il contratto con Edizioni Rei, e il 24 marzo del 2014, dopo averlo tolto dalle varie piattaforme, uscì in ebook e cartaceo. Ricordo che mi proposero tre copertine e mi diedero la possibilità di sceglierla. Non ebbi dubbi quando la vidi, era lei! La mia Vanessa. Quell'immagine divenne il simbolo del mio libro, del mio nome e (ancora non lo sapevo) anche della mia appassionata poesia. La Rosa era, è e sarà sempre il marchio inconfondibile del mio verbo.
Come andò una volta pubblicato con Edizioni Rei? Basta vedere lo screen che mi mandò l'editore (foto a sinistra💥😍💥). Io non sapevo neanche cosa fosse la Kindle Store per cui accolsi la notizia con tiepida emozione. Però vi posso garantire che quando mi giunsero a casa le copie cartacee, che non solo io attendevo ma anche chi mi seguiva e leggeva, non riuscii a trattenere le lacrime. Vedere il mio piccolino materializzarsi fu veramente un'emozione forte. Mi venne in mente il cielo dell'estate prima, l'energia che sentivo elettrizzare il mio corpo e quello che avevo davanti agli occhi era solo il risultato delle azioni che avevo fatto. Ci avevo creduto davvero ma più di ogni cosa non avevo avuto timori, mi sono buttata a capofitto certa del risultato che avrei ottenuto. Secondo me, questo ha fatto la differenza! Il libro però oggi non è più in commercio perché una volta scaduto il contratto con la casa editrice non l'ho più rinnovato. Era mia intenzione riscriverlo perché a distanza di due anni, avendo nel frattempo scritto altro, rileggendolo, vi trovavo troppi difetti. Ancora oggi, dopo otto anni, lo devo finire. Ma giuro che verrà il giorno in cui darò la giusta dimensione alla mia Vanessa e al suo amore tormentato per Tommaso. Non li abbandono, questa è una promessa che ho fatto al quel cielo, nello stesso posto, qualche anno dopo. Lo devo trovare il tempo, a tutti i costi!


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Sopra: alcune delle recensioni che mi lasciarono i lettori nei vari store. 

Qui e sotto: la torta per Natale che mi fece mia sorella per festeggiare un anno fortunato. I colori natalizi riprendevano quelli della cover. Notare quanto sono carini i libricini che decorano l'albero!😍😍😍















 🌹Cinzia Fiore Ricci🌹

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2 commenti:

  1. Mi hai fatto tornare alla mente quando ebbi tra le mani il mio primo romanzo: un'emozione indimenticabile. Ci sei fare con le parole. Bravissima!

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    1. Credo che l'emozione che può dare la realizzazione di un sogno possa davvero colmare tutte le difficoltà della vita. Viviamo per questo se ci pensi, realizzare, fare in modo e maniera che la nostra vita non sia stata proprio vana. <3

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